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Controllare la solidità di un edificio

Uno degli elementi cui è necessario prestare la massima attenzione, al fine di evitare amare sorprese, è la stabilità ossia la consistenza delle strutture portanti di un edificio.

Questo problema, in Italia, si pone molto frequentemente. Prima di tutto la maggior parte del patrimonio immobiliare nazionale è storico: cioè risale spesso ai primi anni del secolo scorso o a secolo ben precedenti. Ed è soltanto una cura recente l’attenzione e la cura per la manutenzione di tale patrimonio anche in termini di agevolazioni fiscali e finanziarie. Poi sia per gli edifici antichi sia per quelli recenti intervengono terremoti e dissesti idrogeologici a rendere meno certa l’affidabilità se non dell’intera struttura, spesso di alcune su parti non secondarie: solai, tamponamenti, coperture, eccetera. Infine occorre osservare che non sempre e non dappertutto le norme di costruzione degli immobili vengono effettivamente osservate. Nelle aree sismiche la verifica sulla sicurezza statica degli edifici è più semplice. Da molti anni infatti leggi nazionali e regionali prevedono che la realizzazione di nuovi edifici e tutti gli interventi sulle strutture portanti di qualsiasi manufatto, antico o moderno, siano eseguiti sulla base di progetti firmati da tecnici abilitati. Questi progetti devono essere depositati presso uffici all’uopo creati e da questi uffici devono esser controllati ed approvati. Dunque in tali aree la tranquillità in materia è a portata di mani: basta chiedere a chi vende una copia del nulla osta rilasciato delle autorità competenti.

In aree non sismiche il problema è più complesso, ma alcuni semplici controlli possono essere d’aiuto anche ai non esperti.

Com’è intuitivo, le lesioni strutturali si manifestano con la comparsa di crepe. Dunque la prima cosa da fare visitando una casa o un appartamento è verificarne l’eventuale presenza. Cominceremo dall’esterno girando intorno all’edificio controllando a occhio se le pareti siano perfettamente a piombo, cioè verticali. Quindi esamineremo le superfici in prossimità degli spigoli e in corrispondenza delle murature tra finestre e finestra dei vari piani. Infatti spigoli ed aperture costituiscono punti di debolezza della struttura. Perciò dato che la natura è pigra e cerca sempre le strade che oppongono minore resistenza è in corrispondenza degli spigoli che più facilmente si riscontrano cedimenti o rotazioni delle fondazioni e molte lesioni appaiono in prossimità di quelli o sulle murature, tra il davanzale di una finestre e l’architrave di quella sottostante.

Non dovrà preoccupare la presenza di lesioni isolate, come la rottura di un architrave di una porta o di una finestra. Costituiscono un segnale di allarme invece le pareti o porzioni di queste inclinate o che formino pance e infine le crepe che formano sistemi. La struttura di una casa è rigida: un cedimento importante non produce mai una unica crepa ma almeno una coppia, sulla facciata o sulle due superfici contigue di uno spigolo la quale segnala lo spostamento di un blocco della muratura. La distanza tra le coppie di crepe indica dunque l’estensione dei cedimenti. Entrando nell’interno verificheremo se le lesioni siano o no passanti. Ma occorre fare attenzione poiché gli intonaci interni o esterni sono spesso molto più elastici della struttura o possono essere distaccati da questa. Può dunque accadere che l’intonaco mostri solo crepe capillari, sottilissime, che nascondono, al di sotto, fessurazioni larghe anche un centimetro. Sarà perciò opportuno, in tali casi, rimuovere qualche porzione dell’intonaco per verificare lo stato dei muri sottostanti. Per quanto riguarda i solai ovvero la struttura portante dei pavimenti prima di tutto verificheremo la loro planarità. La presenza di avvallamenti nelle zone centrali ci segnalerà che le travi in legno o in ferro o in cemento armato sono insufficienti per dimensioni o per numero o nel caso di vecchi edifici che per qualche ragione non sono più in grado di reggere il peso del pavimento. Avvallamenti localizzati sul perimetro, vicino alle pareti indicano invece che il problema si pone all’incastro tra pavimento e muratura, vuoi perché la testa di una trave in legno è marcita o arrugginita vuoi perché il muro non regge più il peso portato dalla trave. Un’altra verifica importante consiste nel cercare eventuali crepe anche sul pavimento, sia che esse abbiano spaccato le mattonelle del rivestimento, sia che si mostrino nel distacco – anche se capillare – tra mattonella e mattonella. In particolare sarà bene controllare anche nel caso di pavimenti perfettamente piani se vi siano fessurazioni in prossimità delle pareti, più o meno parallele a queste o che accompagnano l’angolo in corrispondenza degli spigoli interni. La loro presenza indicherà che le pareti non sono più solidali col solaio e perciò che o la parete o il solaio si sono mossi dall’assetto originario.

In conclusione è bene ricordare che in presenza anche solo di una parte di questi principali segnali di cedimento è necessario chiedere il parere di tecnici specializzati, architetti o ingegneri, che possono suggerire i rimedi, valutare i costi di caso in caso diagnosticando le cause del dissesto che potrebbero essere vetustà, umidità, infiltrazioni o problemi del suolo o altro ancora.


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