Le nuove frontiere dell’antisismico

Il proprietario - Giornale online di Federcasa

Le nuove tecnologie sviluppate dopo gli ultimi terremoti

Le tecnologie dell’antisismico stanno evolvendo verso sistemi di progettamento strutture praticamente “danno zero o quasi zero”.
Uno dei nuovi metodi consiste nell’inserimento alla base di un immobile di elementi simili agli ammortizzatori delle auto. In caso di scossa questi sistemi attenuano l’energia sismica, scaricando la struttura. Il concetto fondamentale è che non è più necessario irrobustire la strutture, è invece molto più importante ed efficace ridurre l’azione sismica praticamente isolandola dal terreno.
In tema di progettazione antisismica l’Italia è oggi fra i paesi più avanzati a livello europeo. Dopo il terremoto del 2009 in Abruzzo università, aziende e centri di ricerca si sono mossi nello studio dei sistemi di dissipazione di energia sismica, come appunto l’agire in fondazione per mitigare l’impatto del terremoto e fra le scoperte più interessanti c’è lo sviluppo di facciate tecnologiche come i cappotti di Ecosism?o quelli prefabbricati della WoodBeton, con strutture miste legno-acciaio e ancora i CAM, ovvero Cuciture Attive dei Manufatti, con nastri in acciaio.
Alcune aziende lavorano anche in fibra di carbonio per la connessione dei diversi elementi della casa, altri hanno avviato progetti di ricerca con l’Università Federico II di Napoli focalizzati sulla creazione di Ellissa, prototipo in scala 1:1 di un’abitazione efficiente e sicura, sottoposta a shock sismici crescenti di portata superiore a quelli che hanno colpito il centro Italia. Infine c’è la prefabbricazione in legno e acciaio per le nuove costruzioni, le soprelevazioni e il rinforzo dell’esistente che consente il raggiungimento di risultati che rivoluzionano il mercato. Per quanto riguarda gli immobili di vecchia costruzione però nessun materiale o tecnologia di base è quella migliore in assoluto. Ogni immobile va valutato nel dettaglio: per poterlo migliorare sismicamente, occorre capire come è stato progettato e costruito. Sull’esistente si possono eseguire opere di miglioramento antisismico ma è ben diverso affrontare un cantiere di adeguamento sismico. In Giappone, tutti gli architetti si sono confrontati con il tema sperimentando vari sistemi dall’uso di cuscini antisismici (una sorta di ammortizzatori) di Kenzo Tange alle soluzioni di Kengo Kuma: la progettazione di un edificio, come un ragno, ancorato alla pavimentazione con l’uso di una fibra di carbonio che ha prodotto altissime performance di sicurezza in caso non solo di evento tellurico, ma anche di tsunami.

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